lunedì 22 settembre 2014

Nuvola 43




















Vorrei scriverti una lettera.
Che profumi di carta e inchiostro.
Che sa di me. Un po' amara.
Che sa di te. Un po' incerta.
Volevo scriverti che ancora sogno.
Che i miei sogni hanno le nuvole e le assenze,
il vento negli occhi e la salsedine sulle labbra.
Che sogno sempre in bianco e nero.
Non so il perché.
Ché tu non ci sei mai. Ma è come se ci fossi.
Volevo scriverti una lettera di sola andata,
che tu potessi stringere fra le mani,
senza mittente, senza itinerario.
Trovata quasi per caso,
fra il disordine del tuo quotidiano.
Ti avrei detto tutte le cose che non ti dico,
dei miei giochi di pensiero fra luci e ombre,
dei caffè di cui abuso
e, delle sigarette che brucio come chilometri.
Ti avrei chiesto delle poesie,
quelle in cui non scrivi più di me,
in quale soffitta sono finite,
dentro quale cartone,
contrassegnato come.
Poi, ti avrei detto delle persone che incontro,
quasi per caso, e di come le osservo,
cercando qualcosa di me e di te.
Qualcosa che non trovo mai.
Ti avrei scritto che mi sto perdendo,
fra il buio e la solitudine
nel rumore dei tuoi passi.
Ché la notte comincia a farmi paura
e che il giorno m'invento persona.
Che a volte urlo, ma solo dentro.
Ché poi sto bene anche se non è vero.
Volevo scriverti una lettera per parlarti di me,
di come vivo, di come muoio.
Delle migliaia di volte in cui rinasco,
delle volte in cui mi spengo.
Volevo scriverti una lettera,
ma sono rimasta fuori tempo.
Fuori dagli spazi.
Fuori dalle righe.
Fuori di me.


1 commento:

Torresi Mariantonietta ha detto...

Trà il sole la luna come bellezza
Tu!